A metà luglio ci siamo regalati un long weekend di 4 notti a Parigi prenotando tutto online. Volo Ryanair in offerta speciale, 60 euro per 2 persone Roma Ciampino/Parigi Beauvais andata e ritorno con web check-in e un solo bagaglio a mano a testa.
Per quanto riguarda l’albergo abbiamo prenotato a 42 euro a notte una camera matrimoniale con bagno in un Etap Hotel (uno dei più economici della catena Accor Hotels), l’Etap Hotel Paris La Villette, 57-63 Avenue Jean Jaures PARIS. Si può anche includere la prima colazione aggiungendo 5 euro a testa al giorno ma abbiamo preferito arrangiarci per conto nostro.
L’aeroporto di Beauvais è parecchio distante da Parigi ma c’è un servizio di pullman Parigi Porte Maillot/Aeroporto Beauvais molto efficiente, che abbiamo prenotato online: andata e ritorno 26 euro a testa. Ma comunque è possibile comprare il biglietto anche sul posto. E’ un viaggio di 1 ora /1 ora e mezzo quindi soprattutto per il ritorno conviene informarsi sugli orari dei pullman per poter arrivare in tempo all’aeroporto.
Poiché siamo arrivati a Parigi nel tardo pomeriggio del sabato, il primo giorno non abbiamo fatto in tempo a vedere nulla. Abbiamo raggiunto l’albergo la sera dell’11 luglio prendendo la metro da Porte Maillot. L’hotel Etap La Villette si trova fra 2 fermate della metro, Jaures e Laumiere.
Appena arrivati, ci è stato chiesto il pagamento anticipato dell’albergo con carta di credito. Invece della chiave ci è stato consegnato un codice numerico da digitare sulla maniglia della porta per accedere alla nostra stanza. L’organizzazione dell’albergo è ottima: alla reception abbiamo trovato sempre personale a tutte le ore del giorno e della notte. La zona comunque è tranquilla, ben collegata e con negozi, ristoranti e market notturni a portata di mano. C’è anche un MacDonald’s vicino. La stanza è spartana ma non è male: lenzuola e asciugamani pulitissimi cambiati tutti i giorni e TV in camera. C’è anche un terzo letto a castello. Non ci sono armadi né comodini ma solo tre stampelle appese e un tavolo sotto la TV. Il lavandino è tra la finestra e il letto mentre il WC e la doccia sono posti vicino all’ingresso l’uno accanto all’altro ma separati. Unico neo: il WC che perdeva un pochino e faceva cattivo odore. Abbiamo segnalato il problema alla reception ma non è stato risolto. Ci abbiamo comunque guadagnato una colazione gratis il giorno successivo. Anche la moquette era un po’ macchiata, ma nel complesso siamo soddisfattissimi del rapporto qualità/prezzo. Tra l’altro l’albergo era al completo: c’erano non solo giovani ma anche famiglie e coppie anziane da ogni parte del mondo.
Abbiamo organizzato il nostro soggiorno tenendo presente che il lunedì la Reggia di Versailles e il Museo d’Orsay sono chiusi, mentre il Louvre è chiuso il martedì.
Essendo più a nord, a Parigi fa buio un po’ più tardi che in Italia. Anche la temperatura è un po’ più fresca: ci siamo portati sempre un maglioncino nello zainetto per ogni evenienza.
Il giorno dopo abbiamo preso il treno RER da Gare d’Austerlitz e siamo andati alla Reggia di Versailles. Dopo una fila di 2 ore sotto una pioggerellina antipatica siamo entrati pagando il biglietto per il tour completo di 25 euro a testa (la domenica costa di più perché è compreso anche lo spettacolo delle “Acque Musicali” che si svolge ogni domenica sera). Ma ne vale la pena perché ci sono cose bellissime da vedere. Ovviamente non siamo riusciti a vedere proprio tutto perché è enorme. Abbiamo visitato le stanze e le sale della dimora dei Re di Francia con grande interesse (fra le cose più belle, la Galleria degli Specchi). Poi, abbiamo attraversato i giardini dando una rapida occhiata al Grand Canal affollato di barchette, per andare direttamente alla Proprietà di Maria Antonietta (Grand Trianon, Petit Trianon e Villaggio della Regina) che sapevamo essere molto interessanti. Da non perdere il Villaggio di Maria Antonietta, costruito intorno a un laghetto, e il graziosissimo Teatro della Regina (che chiude alle 18.00).
Siamo tornati a Parigi nel tardo pomeriggio, distrutti, saltando lo spettacolo delle “Acque Musicali”, che ci interessava meno. La sera, passeggiata lungo le caratteristiche stradine di Montmatre (zona forse ormai un po’ troppo turistica ma sempre da vedere) su fino alla chiesa del Sacre-Coeur che si staglia bianchissima nella notte.
Lunedì 13 luglio siamo andati a vedere il Louvre, ma è talmente grande e talmente pieno di opere meravigliose che siamo riusciti a vederne solo la metà e cioè le antichità, le sculture e la pittura italiana.
Usciti da lì un po’ frastornati da quella enorme quantità di capolavori, ci siamo spostati alla Ile de la Cité (che è una delle due isolette che si trovano, l’una accanto all’altra, in mezzo alla Senna), per vedere la cattedrale di Notre Dame: dopo aver ammirato la facciata e i gargoyles, siamo entrati a vedere l’interno ma siamo rimasti un po’ delusi.
Poi abbiamo visitato la Saint Chapelle, una meravigliosa chiesa gotica costruita nel ‘200 per custodire le reliquie della Crocifissione: le decorazioni, le vetrate e le statue sono veramente splendide.
Passiamo il ponte e ci facciamo un giro nella vicina Ile St-Luis, un’isola più piccola e tranquilla, dove entriamo in questi invitanti forni (boulangeries) pieni di cose buonissime e ci compriamo baguettes, quiches (torte salate) e tortine dolci che mangiamo passeggiando e guardando le vetrine dei negozietti.
Lasciamo le due isolette e arriviamo nella zona di Le Halles: ci facciamo un giro dentro il Centro Commerciale Le Halles (niente di speciale), e passiamo davanti al Centre Pompidou la cui architettura sinceramente ci lascia un po’ perplessi (un pugno in un occhio).
Su consiglio di un amico che vive a Parigi la sera ceniamo a “Le Polichinelle” in 62, Rue de Charonne (un locale trendy in zona Bastille). Dopo un primo momento di panico davanti al menu, scritto col gesso su una lavagnetta e tutto in francese, grazie anche all’aiuto di una cameriera gentile siamo riusciti ad ordinare due antipasti (uno squisito patè flambè da spalmare sui crostini e un’insalata con le fragole) e due piatti (uno con fettine di carne di anatra con una salsa di mirtilli e purè di patate, l’altro a base di rognone con contorno di patate). Chiediamo scusa per questa rozza descrizione dei piatti ma può dare un’idea approssimativa di quello che abbiamo mangiato. Siamo sempre molto curiosi di provare sapori nuovi e siamo rimasti soddisfatti della cena, ma la cucina italiana è meglio!
Il 14 luglio è festa: è il giorno della presa della Bastiglia. Infatti il giorno prima la città era tutta in fermento per i preparativi, e in giro si vedevano passeggiare militari con le divise più disparate. La mattina appena svegli rimaniamo a letto a guardare in TV la parata che si svolge sugli Champs Elysees.
Poi andiamo al Museo d’Orsay dove passiamo tante piacevoli ore ad ammirare stupende opere d’arte del periodo 1848-1914. Stavolta giriamo il museo da cima a fondo e non vorremmo più uscirne: e pensare che era una stazione ferroviaria!
Attraversiamo i giardini de Le Tuileries, poi Place Vendome e l’Opera. Facciamo un giro dentro i lussuosi Magazzini Lafayette.
Passando per Rue Tronchet arriviamo a Place de la Madeleine. Visitiamo la chiesa posta al centro della piazza, caratterizzata da antiche colonne sulla facciata, ma rimaniamo perplessi vedendo varie opere d’arte contemporanea, poste dentro e fuori la chiesa (sempre della serie “un pugno in un occhio”). Adocchiamo dei negozi di gastronomia molto chic sulla piazza e ci ripromettiamo di tornare il giorno dopo con più calma.
Arriviamo a Place de la Concorde e percorriamo gli Champs Elysees, un viale larghissimo dove si stanno smontando le transenne e i palchi montati per la parata della mattina. La seconda parte del viale è un lunghissimo “struscio” a cui ci uniamo anche noi passeggiando tra la gente, guardando i negozi e mangiando qualcosa per cena.
Arriviamo all’Arc de Triomphe, poi torniamo verso la Senna. Una folla enorme si è radunata sui ponti e lungo il fiume per assistere ai fuochi d’artificio allestiti sulla Tour Eiffel per celebrare la festa. Ci fermiamo anche noi a guardare tutto lo spettacolo, di grande effetto.
15 luglio, ultimo giorno. Usciamo dall’hotel con i nostri borsoni e torniamo a Place de la Madeleine dove facciamo un po’ di shopping gastronomico da “Freres Mariage” (un negozio che vende solo tè) e da “Fauchon”, poi compriamo qualche souvenir a Rue de Rivoli. A pranzo, picnic sotto la Tour Eiffel. Raggiunto il Trocadero, riprendiamo la metro per un ultimo giro a Montmatre e alla basilica del Sacre-Coeur di giorno. Da lì, ultimo viaggio in metro per Porte Maillot, dove troviamo i pullman per l’aeroporto Beauvais. Abbiamo impiegato molto più tempo ad arrivare a Beauvais rispetto all’andata perché c’era molto traffico.
Attenzione: tenete presente che la Ryanair a Beauvais è più severa nei controlli, soprattutto per le dimensioni del bagaglio.
Disavventura: il volo è partito con 2 ore e mezzo di ritardo. Ma il problema non è stato tanto quello quanto il fatto che in conseguenza di questo ritardo non siamo potuti atterrare a Ciampino perchè la sera, dopo una certa ora, l’aeroporto chiude per non arrecare disturbo ai residenti. Quindi ci hanno fatto atterrare a Fiumicino senza peraltro avere il tempo di avvisare chi ci aspettava a Ciampino.
Per i trasporti: un paio di volte abbiamo comprato il biglietto giornaliero, poi abbiamo optato per il carnet da 10 biglietti. Ci è sembrato più conveniente fare così che non prendere i pass turistici. Ci siamo spostati per tutta Parigi in metro o a piedi senza nessun problema, fino alla sera tardi.
Impressioni: la popolazione è molto più cosmopolita, c’è un mix razziale e culturale incredibile.
Dovunque, tutti quelli a cui abbiamo chiesto aiuto o informazioni ci hanno risposto con cortesia e molto spesso in inglese, sfatando il luogo comune che vuole i francesi antipatici e sciovinisti.
Ci potremmo anche sbagliare, ma ci sembra che i francesi siano meno schiavi della moda rispetto agli italiani o, perlomeno, sembrano avere uno stile più sciolto, più personale e più fine (in una parola, più chic). Abbiamo notato che molte persone usano la bici per spostarsi in città. E anche una maggiore pulizia nelle strade. Oltre al curioso fatto che i parigini non sembrano rispettare molto i semafori…