Fri
12
Dec
Cat & Simone

Dovendo lasciare Bologna per tornare a Roma, decidiamo di fermarci un paio di giorni a metà strada, in Toscana. Per decidere la località, facciamo una rapida indagine tramite Internet sui prezzi e sulle disponibilità degli alberghi. Vogliamo mantenere un budget ridotto, ma senza avere brutte sorprese. Ci rendiamo presto conto che i prezzi in Toscana sono alti, ma alla fine troviamo la “Residenza d’epoca Palazzo Buonaccorsi” – Via San Matteo 95 – San Gimignano – tel. 3498079349, che affitta camere a 20 euro a persona con bagni da dividere con altri ospiti, mentre sono 30 euro a persona per la stanza con bagno privato. Non è inclusa la colazione. Perciò decidiamo di passare la giornata a San Gimignano, fermarci a dormire lì per la notte e poi la mattina dopo andare a visitare Siena.

Scegliamo la stanza con bagno privato a 30 euro a testa. Ci mettiamo d’accordo sull’orario di arrivo perché la signora Boldrini, oltre a gestire da sola la “Residenza Buonaccorsi”, ha degli impegni familiari e di lavoro. Provenendo da Bologna, come da istruzioni della signora, usciamo dall’autostrada a Firenze Certosa, prendiamo il raccordo Firenze-Siena, usciamo a Poggibonsi Nord e imbocchiamo la strada provinciale per San Gimignano. Arrivati a San Gimignano verso l’ora di pranzo, giriamo per trovare un parcheggio (ci sono tantissimi turisti!) ovviamente fuori delle mura perché non si può entrare nel centro storico con la macchina. Allontanandoci un po’, riusciamo a trovare un parcheggio gratuito in una zona residenziale vicino alle scuole, lungo una discesa. Sistemata la macchina, entriamo quindi nel centro storico da Porta San Matteo e ci troviamo direttamente su via San Matteo. La via è veramente bella. La “Residenza Buonaccorsi” è un appartamento sito all’ultimo piano di una palazzina. Tutto, compreso l’arredamento, è decisamente “d’epoca” (non nel senso di “antico”, ma nel senso che ricorda la casa della nonna). La signora abita altrove, quindi paghiamo subito la stanza perché quando andremo via la mattina dopo lei non ci sarà. Ci consegna la chiave della stanza e del portone per entrare e uscire a nostro piacimento, ci dà le mappe di San Gimignano e della provincia di Siena e molte altre indicazioni utili anche riguardo Siena. La stanza è molto spartana (pulita), come anche il bagno (non perfettamente pulito).

San Gimignano è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1990. Il suo centro storico si è conservato intatto nel corso dei secoli. Ha origini etrusche, come ben testimoniato dalle scoperte archeologiche esposte nel locale Museo Etrusco, e deve il suo nome al vescovo di Modena che la salvò dai barbari. Nel Basso Medioevo, trovandosi all’incrocio tra la Via Francigena (la via percorsa dai pellegrini che si recavano a Roma) e quella che collegava Siena a Pisa, fu sede di fiorenti commerci che ne favorirono lo sviluppo. Nel 1199 divenne libero Comune e raggiunse l’apice del suo sviluppo politico ed economico nel duecento. A quest’epoca risale l’assetto della città come ora lo conosciamo, con la costruzione di una nuova cinta muraria, la suddivisione in quattro contrade, nonché la costruzione di 72 torri (oggi ne rimangono solo 14) da parte delle famiglie più in vista. Queste ultime si combattevano tra loro nelle opposte fazioni dei guelfi e dei ghibellini, facenti capo alle famiglie degli Ardinghelli (guelfa) e dei Salvucci (ghibellina). La peste e la carestia che si abbatterono sulla città nel 1348 segnarono il definitivo declino di San Gimignano, che rinunciò spontaneamente alla propria indipendenza politica sottomettendosi a Firenze. Ciononostante, il trecento-quattrocento fu un periodo di intensa produzione artistica.  Ma alla fine del medioevo, la città era ormai in piena decadenza. San Gimignano venne riscoperta, dopo secoli di oblio, solo nel secolo scorso. 

Usciti dalla “Residenza d’epoca Buonaccorsi”, mangiamo velocemente un panino per pranzo e poi andiamo a Piazza S. Agostino dove visitiamo la Chiesa di S. Agostino (XIII sec.) decorata con affreschi del ‘400 raffiguranti le Storie della vita di S. Agostino. All’interno troviamo la Cappella di S. Bartolo con altare marmoreo e altre opere di autori diversi.

Torniamo su via San Matteo e saliamo fino alla Piazza del Duomo, su cui si affacciano il Palazzo vecchio del Podestà con la Torre Rognosa alta 51 mt (la torre più antica), la Torre Chigi, le due torri gemelle dei Salvucci, il Palazzo nuovo del Podestà e il Duomo.
 
Acquistiamo un biglietto cumulativo di 7.50 euro che permette di visitare: Museo civico, Pinacoteca e Torre Grossa nonché Spezieria di Santa Fina, Museo Archeologico, Galleria d’arte moderna e Museo Ornitologico.

Il Palazzo Comunale detto anche Palazzo del Popolo o Palazzo nuovo del Podestà, posto tra la Torre Grossa e la Loggia, dal 1288 divenne la nuova residenza del Podestà (mentre il Palazzo vecchio del Podestà venne trasformato in albergo, la Torre Rognosa in carcere e poi nel ‘500 in teatro). Il Podestà governava il Comune per soli sei mesi e doveva essere sempre straniero, così da garantirne l’imparzialità. Il Palazzo è tuttora sede del Comune. Ai piani superiori ospita il Museo Civico: la prima sala in cui entriamo è la Sala di Dante, così chiamata perché effettivamente nel 1300 ospitò Dante Alighieri  qui inviato quale ambasciatore della Repubblica fiorentina. Nella sala troviamo la “Maestà” di Lippo Memmi, un affresco del 1317. Poi si passa alla  Sala delle Adunanze Segrete con i suoi sedili in legno intarsiato, ed alla Pinacoteca piena di capolavori dei  maestri fiorentini e senesi del XIII e XIV sec., nonché varie opere del ‘400 e ‘500. La successiva Camera del Podestà ci colpisce per l’originalità del soggetto degli affreschi trecenteschi: l’educazione amorosa di un giovane. Saliamo sulla Torre Grossa (54 mt), la torre più alta di San Gimignano, per goderci un magnifico panorama della Val d’Elsa.

Usciti dal Palazzo Comunale, saliamo la scalinata del ‘200 che dalla piazza porta al Duomo o Collegiata di Santa Maria Assunta (XII sec.), una chiesa che assunse grande importanza nel Medioevo, il cui interno a tre navate è completamente affrescato da numerosi artisti del ‘300 e del ‘400. Sul lato sinistro troviamo un ciclo di affreschi di Bartolo di Fredi relativi al Vecchio Testamento (1367), sul lato sinistro un ciclo relativo al Nuovo Testamento, opera di Lippo e Federico Memmi (dal 1338 al 1340). Vi sono anche due statue lignee di Jacopo della Quercia. In fondo alla navata destra c’è la Cappella di Santa Fina, opera cinquecentesca di Giuliano e Benedetto da Maiano, con affreschi del Ghirlandaio sulle pareti laterali.

Da Piazza del Duomo passiamo alla vicina Piazza della Cisterna, una piazza di forma triangolare veramente splendida circondata da numerosi palazzi e torri medievali, tra cui la Torre dei Cugnanesi (una delle torri più antiche), le torri gemelle degli Ardinghelli e la Torre del Diavolo. Al centro c’è un pozzo in travertino sotto il quale si trova la cisterna duecentesca da cui prende il nome la piazza.
 
Il complesso museale di via Folgore da San Gimignano ha sede nell’ex Conservatorio di Santa Chiara e comprende: Spezieria di Santa Fina, Museo Archeologico Etrusco, Galleria d’arte moderna e contemporanea. La Spezieria di Santa Fina faceva parte dello Spedale di Santa Fina. Appena entrati veniamo investiti da un piacevole odore di spezie che tuttora aleggia nelle sale. Vi troviamo esposti fiale, boccette e vasi di ceramica utilizzati dalle antiche farmacie per conservare i medicinali. 

Facciamo una passeggiata nel verde della Rocca di Montestàffoli, costruita dai fiorentini nel 1351, sulla collina che fu a suo tempo proprietà del Vescovo di Volterra (che governava la città prima che diventasse libero Comune) e dove si teneva un importante mercato. Ora la sera vi proiettano film all’aperto ed organizzano varie iniziative. Ma della Rocca non è rimasto molto. 
Andiamo a vedere anche le Fonti medievali, poste in fondo a una discesa: rimaniamo un po’ delusi perché troviamo solo una serie di vasche piene di acqua torbida, abbandonate tra le erbacce. 

La sera, mentre andiamo a mangiarci una pizza, vediamo che piazza Duomo si è trasformata in un teatro all’aperto: va in scena un’opera lirica.
San Gimignano è molto bella ma ci pare un po’ troppo turistica. Notiamo che ci sono ben tre “Musei della Tortura”(!). Infine traiamo le nostre conclusioni: tra le cose per le quali si paga un biglietto d’ingresso, ciò che secondo noi vale la pena visitare e sono assolutamente da non perdere sono il Museo Civico, la Pinacoteca, la Torre Grossa, il Duomo. Non compriamo la famosa Vernaccia di San Gimignano, e per questo verremo bacchettati dai nostri amici una volta tornati a casa.

La mattina dopo, colazione in un bar vicino alla Residenza Bonaccorsi. Come d’accordo lasciamo le chiavi nell’appartamento deserto, usciamo e partiamo per Siena. La signora Boldrini ci aveva avvisato della difficoltà di trovare un posto macchina, essendo giorno di mercato: infatti arrivati a Siena troviamo tutti i parcheggi (sia gratuiti che a pagamento) occupati. Ma girando con pazienza nel traffico, alla fine troviamo un posteggio gratuito in viale Cavour, nei dintorni dell’Antiporto di Camollia. Entriamo quindi a piedi nel centro storico da Porta Camollia. Percorrendo via Camollia entriamo subito nello spirito della città: ci sono le bandiere della contrada dell’Istrice appese dappertutto. Mentre San Gimignano, pur bella, non ci ha conquistato, Siena da subito ci piace moltissimo.
Colonia romana situata all’incrocio di varie strade, Siena divenne un importante centro commerciale e bancario durante le invasioni barbariche. La città divenne poi libero Comune nel XII sec. e prosperò fino al trecento. Poi le lotte contro Firenze, i fallimenti dei banchieri e dei commercianti nonché la peste del 1348 segnarono la fine della sua indipendenza politico-economica, pur rimanendo un importantissimo centro di cultura e di arte. Nel cinquecento entra a far parte del Granducato di Toscana.

Proseguendo su quello che era il tracciato dell’antica via Francigena, sempre dritto verso Piazza del Duomo, arriviamo dietro Piazza del Campo, all’incrocio tra Via Banchi di Sopra, Via Banchi di Sotto e Via di Città dove c’è la Loggia della Mercanzia, uno stupendo palazzo bianco del quattrocento di stile gotico-rinascimentale.

Arrivati a Piazza del Duomo, troviamo una fila lunghissima per entrare alla Cattedrale. Scoraggiati, decidiamo allora di andare prima alla Cripta posta sotto al Duomo (a cui si accede dalle Scale di San Giovanni), dove scopriamo che è possibile acquistare un biglietto cumulativo al costo di 10 euro che include: Duomo, Museo dell’Opera, Battistero, Cripta, Oratorio di San Bernardino e Museo Diocesano di Arte Sacra. Ma soprattutto, scopriamo che con questo biglietto possiamo entrare al Duomo direttamente senza fare la fila sotto il sole cocente!
Rimasta interrata per secoli e scoperta casualmente nel 1999, la Cripta è decorata da stupendi affreschi duecenteschi magnificamente conservati. Questa scoperta ha permesso agli studiosi di conoscere una fase importante della evoluzione della pittura senese  dell’epoca. Alzando lo sguardo, attraverso una vetrata vediamo l’interno del Duomo e i turisti che dall’alto ci salutano.

Andiamo al Duomo o Cattedrale di Santa Maria Assunta la cui costruzione, in stile gotico-romanico, iniziò nel XIII sec., con facciata decorata da Nicola e Giovanni Pisano mentre alla decorazione dell’interno, a tre navate e caratterizzato dall’alternarsi di fasce marmoree chiare e scure, parteciparono tutti i maggiori artisti del tempo. Lungo i lati della navata centrale corre un davanzale decorato con i busti dei papi. Il pulpito scolpito è opera dei Pisano e di Arnolfo di Cambio. Bellissime e uniche nel loro genere le decorazioni del pavimento, realizzate nel corso dei secoli a partire dal XIV sec. con la tecnica del commesso marmoreo e del graffito. Alcune decorazioni sono coperte, molte altre per fortuna sono visibili e mentre passiamo vediamo restauratori chini sul pavimento intenti a preservare queste opere dai danni del tempo. Dalla navata sinistra entriamo nella libreria Piccolomini realizzata nel 1492 in onore di papa Pio II, interamente affrescata nel ‘500 dal Pinturicchio con episodi della vita del pontefice. Al centro, il gruppo marmoreo delle Tre Grazie, copia romana dell’originale scultura greca .

Poi ci rechiamo al Battistero di San Giovanni, costruito nel trecento sotto il Coro del Duomo, il cui interno è completamente affrescato. Al centro, il Fonte Battesimale: un’opera in marmo, bronzo e smalto scolpita nel ‘400 dai maggiori artisti del tempo.

Torniamo a piazza Duomo ed entriamo al Museo dell’Opera. Tra le tante cose, vi troviamo una ricchissima collezione di statue e sculture (in alcuni casi si tratta degli originali che ornavano l’esterno del Duomo, oggi rimpiazzati da copie), preziosi oggetti in oro e argento, una stanza interamente dedicata a Duccio da Buoninsegna e alla sua “Maestà” dove ci sediamo rimanendo in silenziosa ammirazione. Dall’interno del Museo arriviamo al “Facciatone” ( testimonianza, insieme agli stessi locali del Museo, del progetto rimasto incompiuto di ingrandire il Duomo) e ci godiamo il panorama.

Attraversiamo la famosissima Piazza del Campo dove si svolge il Palio in cui gareggiano le 17 Contrade della città (2 luglio e 16 agosto), evento sentitissimo dai senesi. Caratteristica la sua forma a conchiglia, con a lato il Palazzo Pubblico decorato dai più importanti artisti del trecento e la Torre del Mangia (così chiamata dal soprannome del campanaro) alta 102 mt. nonché, sul lato opposto, la Fonte Gaia scolpita nel 1419 da Jacopo della Quercia. La pavimentazione in mattoni a spina di pesce è suddivisa in 9 spicchi per ricordare il Governo dei Nove che governò la città dal 1287 al 1355.

All’ora di pranzo, col sole a picco, cerchiamo un posto per mettere qualcosa sotto i denti. Entriamo in un Alimentari in Piazza del Mercato n. 31 con l’intenzione di comprare il solito panino o la solita pizza ed andarcene, invece conosciamo Gino Cacino. Gino Cacino è il soprannome del titolare, un signore con molto sense of humor, che ci offre una squisita selezione di salumi e formaggi di  propria produzione. In particolare, ci offre delle fette di pecorino a diverse fasi di stagionatura: incredibile come cambia il sapore! Poi ci racconta la storia della “finocchiona”, un salume senese buonissimo nato, come spesso capita, dal caso e dalla necessità. Mangiamo nel locale dotato di aria condizionata (particolare non secondario visto che fa un caldo torrido), seduti sugli sgabelli mentre osserviamo altri clienti che si cimentano nel gioco “Che sta pensando Gino Cacino?”: sul muro c’è una foto del suddetto Gino in posa pensierosa, e tutt’intorno i clienti attaccano dei post-it con le loro risposte (fine del gioco: non si vince niente e neanche viene fornita la soluzione del gioco). Prima di uscire il Gino scoperchia una botte e ci mostra le forme di pecorino che sta facendo stagionare sotto uno strato di foglie di noce.

Ultima tappa, Piazza San Francesco dove visitiamo l’Oratorio di San Bernardino, costruito nel luogo dove San Francesco predicava e che ospita il Museo di Arte Sacra, e la Basilica di San Francesco dove però non ci tratteniamo perché stanno celebrando la messa. La chiesa venne distrutta da un incendio nel ‘600 e poi ricostruita nell’800 nello stesso stile gotico. Vi sono custodite le “sacre particole”, ostie che si mantengono miracolosamente inalterate da secoli.

Torniamo alla macchina rimpiangendo di non poterci trattenere oltre. Vedendo i divertenti titoloni appesi su tutte le edicole di Siena, prima di ripartire cediamo alla curiosità e acquistiamo una copia del “Vernacoliere”, un mensile toscano di satira che contiene articoli e vignette (alcuni molto divertenti, altri di un umorismo parecchio pesante).

Al ritorno, poiché non abbiamo fretta, decidiamo di non prendere l’autostrada ma di percorrere la via Cassia S.R.2. Certo impieghiamo molto più tempo ad arrivare a Roma, ma vale proprio la pena: la Val d’Orcia è spettacolare!



Author:
Cat & Simone
Time:
Friday, December 12th, 2008 at 4:24 pm
Category:
Weekend in Toscana
Comments:
You can leave a response, or trackback from your own site.
RSS:
You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.
Navigation:

Leave a Reply

Bad Behavior has blocked 36 access attempts in the last 7 days.