A metà luglio abbiamo deciso di passare il weekend ad Assisi: partenza da Roma il sabato mattina, pernottamento ad Assisi e ritorno a casa la domenica pomeriggio. Assisi dista da Roma poco meno di 200 km.
Fatta una piccola ricerca su Internet abbiamo scelto un piccolo albergo al centro di Assisi di cui avevamo visto una bellissima foto della facciata: Hotel Pallotta – via San Rufino 6 – tel. 075 812307. Abbiamo prenotato telefonicamente una stanza matrimoniale con bagno privato, e con prima colazione inclusa (70 euro). I gestori oltre l’hotel hanno anche una trattoria che porta lo stesso nome, situata nella piazza principale in Vicolo della Volta Pinta 3 tel. 075 812649: infatti al telefono ci veniva detto di rivolgerci direttamente alla trattoria nel caso fossimo arrivati ad Assisi all’ora di pranzo.
Essendo il centro di Assisi chiuso al traffico, lasciamo la macchina al parcheggio Matteotti, (parcheggio a pagamento), il più vicino all’albergo. Il parcheggio ha un costo di 12 euro al giorno, ma in albergo scopriamo di aver diritto ad uno sconto in quanto clienti.
L’albergo è molto piccolo (7 stanze) ma molto carino e molto ben posizionato perché siamo a pochi metri da Piazza del Comune. Semplice e pulito, l’albergo è organizzato benissimo tanto che, a parte la mattina, il resto del giorno siamo da soli ma siamo completamente autonomi. Infatti siamo liberi di andare e venire a qualunque ora del giorno e della notte poiché abbiamo sia la chiave della stanza che del portone, possiamo servirci da soli al piccolo bar nella sala della colazione, della postazione internet, del ferro da stiro etc. In cima alle scale ci troviamo all’ultimo piano di una torre da cui si gode una vista stupenda, comodamente appoggiati sui divani. Alla reception ci consegnano anche una mappa della città.
Assisi è una piccola città quindi siamo in grado di visitarla a piedi in lungo e in largo, facendo delle soste perchè è tutta salite e discese e perché fa molto caldo. Dovunque giriamo lo sguardo, a cominciare dal nostro stesso albergo, vediamo bellissimi scorci della città, con i suoi antichi edifici costruiti con la caratteristica pietra rosata.
Dall’albergo scendiamo per via San Rufino e arriviamo a Piazza del Comune dove si affacciano: il Tempio di Minerva di epoca romana (sec. I a.c.) di cui è rimasta solo la facciata perché all’interno troviamo una chiesa costruita nel ‘500; il Palazzo del Capitano del Popolo (sec. XIII), la Torre del Popolo e il Palazzo dei Priori (sec. XIV).
Proseguiamo e andiamo subito a visitare la grande Basilica di San Francesco, che è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Il complesso si compone di due chiese sovrapposte: Basilica Inferiore (1228-1230) e Basilica Superiore (1230-1253). La sua costruzione iniziò nel 1228, appena due anni dopo la morte di San Francesco, per accogliere il corpo del santo e l’Ordine francescano da lui fondato, nonché i numerosi pellegrini. Nel 1230 le spoglie del Santo vennero trasferite dalla Chiesa di San Giorgio (la futura Basilica di Santa Chiara) per essere sepolte nella Basilica Inferiore, sotto l’altare maggiore. Per decorare la Basilica vennero chiamati i migliori maestri dell’epoca, e il risultato è un capolavoro unico, una vera pietra miliare nella storia dell’arte.
Nella Basilica Inferiore, di stile prevalentemente romanico, dove enormi pilastri sostengono il peso della Basilica Superiore, ammiriamo le opere eseguite da artisti come Giotto, Cimabue, Simone Martini, e i Lorenzetti. Dalla Basilica Inferiore si scende nella Cripta che custodisce la tomba di San Francesco. La Cripta venne scavata nel 1818 e permise il ritrovamento del corpo, poichè nel corso dei secoli si era persa memoria del punto esatto in cui era sepolto il santo. Ai quattro angoli della Cripta sono sepolti altri quattro frati.
La Basilica Superiore, di stile gotico italiano, è decorata da affreschi e stupende vetrate di maestri vetrai tedeschi, francesi e italiani. La fascia inferiore della navata unica è interamente occupata dagli affreschi di Giotto sulla vita di San Francesco: 28 episodi a partire dalla giovinezza del santo fino alla sua canonizzazione.
A pranzo mangiamo la tipica “torta al testo” umbra. Si tratta di una focaccia fatta con farina, acqua, sale e olio, senza lievito, cotta su una pietra rovente detta “testo”, che poi viene farcita con formaggi, salumi o verdure. Poi ci infiliamo in una pasticceria in Via Portica e assaggiamo vari dolci, uno più buono dell’altro. Continuiamo il nostro giro visitando la chiesa di San Pietro, la Basilica di Santa Chiara e la Cattedrale di san Rufino.
La Chiesa di San Pietro, semplice e suggestiva chiesa benedettina del XIII sec. di stile romanico-gotico, presenta una facciata con tre portali nel primo ordine e tre rosoni nel secondo ordine. All’interno suddiviso in tre navate, troviamo dei monumenti funebri, una bella cappella affrescata e la cripta sotto il presbiterio rialzato. Molto particolare è la cupola a scalini concentrici.
La Basilica di Santa Chiara, di stile gotico italiano, fu costruita sul luogo dove già esisteva un’altra chiesa cioè la Chiesa di San Giorgio, che custodì il corpo di San Francesco d’Assisi fino al 1230 (anno in cui fu trasferito nella Basilica di San Francesco). La costruzione della Basilica di Santa Chiara e dell’annesso convento delle Clarisse, che fino ad allora avevano dimorato in San Damiano, iniziò nel 1257 ( tre anni dopo la morte di Santa Chiara) e terminò nel 1265. L’esterno è caratterizzato dall’alternanza di fasce rosa e bianche e soprattutto dalla presenza, su un lato, di grandi archi rampanti di sostegno costruiti per scaricare parte del peso dell’edificio. All’interno (a navata unica come la chiesa superiore di San Francesco) bellissimi affreschi e tavole dipinte. In particolare troviamo la Cappella del Crocifisso (contenente il Crocifisso su tavola che originariamente si trovava in San Damiano e che parlò a San Francesco chiedendogli di risistemare la chiesa fatiscente), la Cappella del Sacramento con affreschi del XIV sec., e la Cripta che fu costruita nel 1850 (quando fu ritrovato il corpo della Santa).
La Cattedrale di San Rufino è stata costruita nel 1134 sui resti di due precedenti chiese, la prima del sec. XIII, la seconda del 1030 (di cui si sono conservate solo la Cripta e il campanile). La facciata in stile romanico è riccamente decorata da sculture e da tre rosoni, uno centrale più grande e due laterali più piccoli. L’interno, completamente rifatto nel ‘500, conserva ancora al suo interno sul lato destro il fonte battesimale in cui furono battezzati San Francesco, Santa Chiara e Federico II (cresciuto nella Rocca Maggiore di Assisi). Sul lato sinistro c’è una cisterna romana su cui poggia il campanile del 1036. Da vedere anche il Museo che custodisce importanti opere, e la Cripta, che in realtà fa parte della precedente chiesa costruita nel 1030.
Saliamo a visitare la Rocca Maggiore (che fatica! Vale la pena ma la sconsigliamo a chi soffre di vertigini e a chi non ha buone gambe, dato che si paga anche un biglietto d’ingresso): spettacolare la vista dalla torre più alta. La Rocca era originariamente un castello feudale tedesco. Infatti Federico II di Svevia vi trascorse parte della sua infanzia. Distrutta dagli stessi abitanti di Assisi, ribellatisi, venne poi ricostruita nel 1367. Nel corso dei due secoli successivi questa fortificazione militare subì ulteriori modifiche.
La sera cena sulla terrazza dell’Osteria Pozzo della Mensa, in via Pozzo della Mensa 11/b (25 euro circa a testa). Scopriamo che il nostro albergo la notte non è dei più silenziosi: essendo situato in centro c’è un continuo viavai di persone nelle stradine sottostanti.
La mattina, paghiamo e liberiamo la stanza dopo la colazione, ma lasciamo i bagagli in albergo per andare a visitare il Santuario di San Damiano. Facciamo una passeggiata di circa 1 km e mezzo ed arriviamo al Santuario, circondato dagli ulivi e immerso nel silenzio. Il santuario sorge nel luogo in cui San Francesco udì il Crocifisso parlare e chiedergli di risistemare la chiesa fatiscente. Quel crocifisso tuttora esistente si trova ora nella Basilica di Santa Chiara. Qui San Francesco compose il “Cantico delle creature”. E qui vissero dal 1212 al 1260 Santa Chiara e le sue compagne. Dalla Chiesa a navata unica e abside affrescata, si passa infatti al convento fondato da Santa Chiara dove si può visitare il chiostro affrescato e il refettorio, con i semplici tavoli su cui Santa Chiara e le compagne consumavano i loro pasti.
Recuperati macchina e bagagli, paghiamo il parcheggio e ci dirigiamo verso l’Eremo delle Carceri, situato sul monte Subasio a circa 5 km da Assisi. Ci ritroviamo in un posto bellissimo, immerso nella tranquillità di un bosco di lecci secolari. Qui San Francesco si ritirava con i suoi compagni per meditare e pregare (si “carcerava”) nelle celle del piccolo convento costruito sopra il Fosso delle Carceri o nelle grotte naturali nascoste nel bosco. Passeggiando nel bosco sui sentieri che portano alla grotta di San Francesco e alle grotte degli altri suoi compagni, vediamo persone di ogni età e provenienza raccolte in preghiera in piccole cappelle. Qui San Francesco parlò agli uccelli, e scopriamo che accanto alla grotta di San Francesco esiste ancora l’albero secolare su cui si posarono gli uccelli per ascoltare il santo.
Scendendo dal monte Subasio, prima di prendere la via del ritorno ci fermiamo a 4 km da Assisi, per vedere la enorme Basilica di Santa Maria degli Angeli. La chiesa fu costruita fra la metà del ‘500 e la metà del ‘600 per racchiudere al suo interno la Porziuncola (la cappella del X-XI sec. che fu il primo convento francescano) e la Cappella del Transito (la cella dove San Francesco morì il 04 ottobre 1226), entrambe decorate con affreschi. Da vedere anche la Cappella del Roseto e il Museo.